Ibm Watson for Cyber Security

watsonUno step critico per il progresso dei sistemi cognitivi nell’ambito della sicurezza informatica, così da poter ampliare le tante sfumature delle abilità tipiche di un analista di security, scoprire segnali deboli, analizzare tracce e dati di attacchi informatici difficili da individuare”.

Ecco, nelle dichiarazioni di Marc van Zadelhoff, general manager di Ibm Security, il senso e gli obiettivi di Watson for Cyber Security, il nuovo progetto in the cloud sviluppato da Big Blue in collaborazione con le principali università statunitensi per fornire ai vendor e ai system integrator del settore un’infrastruttura in grado di supportare l’attività quotidiana di ricerca e sperimentazione degli analisti di sicurezza.

Capacità previsionali e applicazioni di business intelligence i tratti essenziali della neonata soluzione, che a breve potrà mettere a disposizione delle aziende il primato di una tecnologia capace di offrire tecniche di cognitive computing in modalità scalabile, grazie alla capacità di Watson di ragionare e di apprendere da dati non strutturati, che costituiscono l’80% di tutti i dati presenti in internet e che gli strumenti di sicurezza tradizionali non riescono ad elaborare, tra cui blog, articoli, video, report e alert.

Del resto, il volume delle informazioni che attualmente gli esperti di security devono affrontare ha raggiunto livelli molto più alti che non nel recente passato. Prendendo a campione il contesto Usa, un’azienda di medie dimensioni ogni giorno deve valutare oltre 200.000 dati ad eventi relativi alla sicurezza e spende in media 1,3 milioni di dollari all’anno solo per la gestione dei falsi positivi.

Se a questo si aggiungono oltre 75.000 vulnerabilità note in sistemi software, riportate nel National Vulnerability Database, 10.000 articoli e report pubblicati ogni anno e oltre 60.000 blog sulla sicurezza pubblicati ogni mese, si capisce bene quanto risulti impegnativo per gli analisti di sicurezza agire rapidamente e in modo informato.

Inoltre, Watson for Cyber Security è progettato per fornire agli utenti spunti e suggerimenti anche rispetto alle minacce emergenti, nonché alle indicazioni circa la loro eliminazione; Ibm provvederà a integrare funzionalità supplementari, tra cui tecniche di data mining per l’analisi e l’individuazione di outliners, strumenti di presentazione grafica e tecniche per identificare collegamenti tra data point derivanti da documenti diversi.

Conclude van Zadelhoff:” Il volume e la rapidità dei dati in materia di sicurezza rappresentano una delle nostre maggiori sfide nell’affrontare la criminalità informatica. Sfruttando la capacità di Watson di contestualizzare quantità incredibili di dati non strutturati, che per le persone sarebbe impossibile elaborare senza aiuto, saremo in grado di offrire nuovi spunti, suggerimenti e conoscenze ai professionisti della sicurezza, garantendo maggiore rapidità e precisione agli analisti della sicurezza informatica di livello avanzato, offrendo però allo stesso tempo una formazione ‘sul campo’ agli analisti alle prime armi

 

 

 

 

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