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UE, pugno di ferro contro i criminali del web

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Una raccolta di regole sui crimini informatici ormai datata quella del lontano 2005, che per questo è stata recentemente rivisitata dall’Europa. Il Parlamento Europeo ha infatti impugnato il documento con l’obiettivo di ridiscutere le pene previste per hacker e cyber criminali, e, con trentasei voti favorevoli e solo otto contrari, la Commissione per le libertà civili ha approvato il testo di un disegno legislativo che promette di infliggere pene molto più severe per i reati commessi sul web. Ѐ guerra, dunque, contro hacker e organizzazioni che sempre più frequentemente colpiscono infrastrutture critiche, come centrali elettriche o reti governative, con attacchi capaci di far tremare intere nazioni.

Nel dettaglio, le nuove regole del gioco prevedono una detenzione minima di cinque anni per quanti si macchino di azioni criminali nei confronti di applicazioni business critical, visto che, stando alle ultime stime riportate dalla stessa Unione Europea, azioni simili hanno già provocato una perdita economica pari a 12 miliardi annui. Per quanto riguarda la creazione di botnet, invece, sarà prevista una pena di minimo tre anni di prigione. In attesa di ulteriori sviluppi, infine, i vertici del Parlamento Europeo rassicurano le autorità nazionali: una volta inoltrata la segnalazione di un attacco criminale, infatti, l’intervento tempestivo delle squadre anti hacker dovrebbe esaurirsi nel tempo massimo di otto ore.

 

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