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Quando gli hacker attaccano il cuore

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Sono passati solo tre giorni da quando il mondo intero è catapultato nuovamente sotto l’ombra nera del terrorismo. Boston, 15 aprile 2013, sarà l’ennesima data nella quale verranno ricordate le vittime di un altro attentato che a oggi non ha ancora un volto certo. Come in tutti questi casi non mancano le speculazioni e lo sfruttamento di circostanze tragiche, come l’azione iniziata ieri dei cyber criminali. Mentre la gente non se ne fa ancora una ragione di ciò che è successo, sono partite migliaia di e-mail con oggetti simili a “2 Explosion at Boston Marathon” e nel corpo di testo è presente un link che rimanda a un video di YouTube sulle esplosioni. Fino a questo punto nulla di pericoloso apparentemente se non fosse che dopo 60 secondi si attiva un altro link con un file eseguibile che contiene il codice maligno il Trojan-PSW.Win32.Tepfer, utilizzato per rubare password. Il malware, una volta in esecuzione su un pc, tenta di connettersi a diversi indirizzi IP in Ucraina, Argentina e Taiwan. Ricorrere ad eventi di cronaca per diffondere codici maligni non è di certo una novità, ma questo attacco spam più che infettare le macchine, colpisce il cuore.

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