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Internet Explorer, patch tappabuchi

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Internet Explorer è il browser più bucato di tutta la Rete. Forse non stupirà, per chi come noi tutti i giorni è a contatto con le problematiche relative alla It security, scoprire che lo strumento di navigazione più famoso e utilizzato dai cybernauti è anche quello maggiormente preso di mira dalle organizzazioni di criminali informatici: logica e attesa deduzione. Lascerà tuttavia perplessi anche i più esperti la presa d’atto che nel 2014 Microsoft abbia dovuto elaborare più patch di quante non ne abbia realizzate nei dieci anni precedenti.
A scoprirlo è stata, tramite un’apposita ricerca, la società di consulenza Bromium Labs, secondo il cui report, fresco di stampa, la maggior parte delle “toppe” che Redmond ha dovuto apporre al proprio browser nel corso degli ultimi mesi ha riguardato essenzialmente bug e falle relativi alle componenti esterne e aggiuntive che normalmente sono abbinate all’uso di Explorer, due su tutti Adobe Flash e Java. D’altra parte, a favore di Microsoft bisogna sottolineare come le vulnerabilità individuate e risolte riguardino sempre meno la struttura architetturale del sistema e facciano piuttosto riferimento, appunto, a elementi esterni. Un dato importante, indubbiamente, che però non può lasciare tranquilli gli utenti di Xp: il conto alla rovescia per la sospensione dell’assistenza tecnica lì è già partito.

 

 

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