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Casino online, con Bitcoin truffa assicurata

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Dark Web, Bitcoin, malware finanziario: riassume in sé un vasto insieme di fenomeni, diversamente connessi alla natura sempre più densa e intricata della Rete, il business in continua ascesa dei casino online.Che evidentemente, oltre ad attirare un numero crescente di partecipanti in tutto il mondo, negli ultimi mesi è diventato terreno d’elezione per le attività illecite dei cyber criminali. Dai dati delle ultime ricerche in materia svolte dalla società H2 Gambling Capital e dallo specialista della sicurezza informatica Kaspersky Lab emerge infatti che il settore del gioco d’azzardo online nel corso dei prossimi tre anni dovrebbe andare incontro a una crescita di volume del 30%, raggiungendo la cifra monstre di 28 miliardi di euro di giro d’affari. Un bottino goloso per le organizzazioni cyber criminali che, spesso ricorrendo ai canali occulti di quel Web parallelo e non tracciabile dagli strumenti di reportistica tradizionali che oggi prende il nome di Dark Web, già da qualche tempo hanno preso l’abitudine di utilizzare le piattaforme di gaming come centro di smistamento per il riciclaggio di denaro: quale autorità, per quanto solerte, è in grado di tenere sotto stretto controllo un’attività che nel 2013 contava 2.734 siti Web attivi e regolamentati da 104 differenti giurisdizioni nel mondo? Senza contare, ovviamente, gli Url pirata, che stando agli ultimi screening ammontano a circa 25.000 utenze.

Fin qui, però, l’analisi pertiene a una condotta criminale che, pur grave, rimane confinata a un ambito di attività “offline”. Ben più gravi gli scenari che i siti Web dei casino online possono generare direttamente a danno dei giocatori online. Stando ai risultati dell’indagine “Financial cyber threats in 2013” stilata dai tecnici di Kaspersky Lab, infatti, l’abitudine degli internauti di utilizzare sempre più spesso il Bitcoin come moneta di pagamento per la transazioni su Internet potrebbe presto giocare un brutto scherzo alle tasche (reali) degli utenti: la maggior parte dei siti in questione non implementa tecnologie di crittografia, sicché per i criminali informatici è sempre più una mossa agevole sottrarre il file contenente le monete virtuali dal wallet.

Secondo gli esperti del vendor, nell’anno passato ben il 29% degli attacchi informatici finanziari hanno avuto come target la neonata moneta virtuale.

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