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Cracking, che truffa!

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Il termometro sale e le temperature estive invitano i cittadini del mondo a mollare tutto e raggiungere spiaggia, mare, sole e relax. Ma, purtroppo a non andare in vacanza sono i criminali del web. Lo dimostra uno dei più grandi furti di tutti i tempi, che proprio in questi giorni ha danneggiato grandi società.

Secondo le indagini sarebbero ben 160 milioni le carte di credito che i criminali sarebbero riusciti a violare, per un bottino di centinaia di milioni di dollari. Sul fatto è già intervenuto Paul J. Fishman, procuratore del New Jersey, che ha infatti affermato: “Coloro che hanno le capacità e l’inclinazione per penetrare nelle nostre reti di computer minacciano il nostro benessere economico, la nostra privacy e la sicurezza nazionale”. Il grande furto ha attirato l’attenzione del Dipartimento di Giustizia statunitense, che non ha esitato a definirlo “la più grande sottrazione di dati mai accaduta”. Per il momento l’ammontare del crimine raggiunge cifre pari a 300 milioni di dollari, denunciati da grosse compagnie di distribuzione, come 7-Eleven e Carrefour.  Al vertice dell’organizzazione criminale ci sarebbero quattro russi e un ucraino, di cui due sarebbero già stati bloccati dalle forze dell’ordine. Rimangono ancora latitanti gli altri tre componenti del team del crimine informatico, che si servivano di bug per infiltrarsi nelle carte di credito e recuperare tutti i dati personali degli utenti. Secondo le indagini, tutti i dati venivano poi rivenduti all’ingrosso: 10 dollari per i dati relativi a carte statunitensi e 50 per quelle europee. Punta di diamante dell’organizzazione sarebbe Albert Gonzalez, il noto cracker pentito, che sta già scontando 20 anni di reclusione per il furto di 46 milioni di carte di credito.

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