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Clusit, in Italia +30% di cybercrime

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Canale Sicurezza - CyberSecurity

+30% di cybercrime.

È questo il dato sull’incidenza del pericolo rappresentato dalle minacce malware nell’economia italiana contenuto nel report 2016 di Clusit, l’Associazione per la sicurezza informatica in Italia.

Giunto quest’anno alla quinta edizione, il rapporto, come di consueto, prende in analisi i più importanti episodi di cybercriminalità registrati nell’arco dei dodici mesi precedenti all’interno dei confini nazionali.

Il quadro che ne risulta non prescinde dalla centralità ormai guadagnata dall’Internet of Things come paradigma della Rete e ci illumina sulle prospettive inquietanti del Deep Web.

Si parte con la fenomenologia generale dei malware, sempre più spesso originati su server legittimi, magari presi a noleggio ad hoc dai malintenzionati, e finalizzati ad attacchi di tipo Ddos, con un aumento del 39% delle specifiche finalità di spionaggio.

Su questa falsariga, nel mirino dei cybercriminali stanno oggi soprattutto le infrastrutture critiche, con un incremento degli attacchi pari al 154%. Inarrestabile, poi, la diffusione dei ransomware, che fanno affidamento sul contemporaneo incremento dell’81% dei servizi di rete fruiti dai clienti in modalità public cloud.

Risultano poi colpiti in maniera massiva anche i settori dell’informazione e del gioco: media online, piattaforme di blogging e gaming negli ultimi mesi hanno subito un incremento degli attacchi pari al 79% rispetto all’anno precedente. Quello del gaming, poi, è un settore generalmente debole, perché fa massiccio affidamento sui servizi di rete, evidentemente sempre disponibili per i giocatori.

Novità esclusiva del Rapporto Clusit 2016 è, infine, il capitolo di ricerca dedicato all’ecosistema criminale attivo nel Dark Web, realizzato con il  contributo di Fastweb.

Il provider telefonico, per l’occasione, ha infatti analizzato i dati relativi a tutti gli attacchi rilevati dal proprio Security Operations Center e, in particolare, dai datacenter di Expo 2015: oltre otto milioni gli eventi di sicurezza riscontrati nel 2015, ovvero una base dati più ampia di circa il 60% rispetto a quella dell’anno precedente.

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