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Gmail, una manna per i terroristi

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Rapido, sicuro, veloce, onnipresente e gratuito: è Gmail, il servizio di posta elettronica sviluppato da Google e apprezzato dagli utenti di tutto il mondo; guarda caso anche dai terroristi, che, stando alle ultime ricerche svolte da Nsa e Cia, è lo strumento preferito per le comunicazioni telematiche delle più pericolose organizzazioni inserite nella lista nera di Washington.

Per ironia della sorte, una delle “armi” con cui gli Usa hanno portato avanti, negli ultimi quindici anni, la diffusione globale del proprio modello culturale ed economico si ritorce ora contro la Casa Bianca. Washington, invece, sembra intenzionata a stringere le maglie della Internet planetaria, per scopi di intelligence ma anche perché, anno dopo anno, la superpotenza americana si rende conto che il progetto di un mondo sotto l’egida  della bandiera a stelle e a strisce non è realisticamente perseguibile né, tanto meno, auspicabile. Troppe le responsabilità, troppi i rischi, se la contropartita per il controllo della Rete deve essere lo scandalo del programma Prism. Che ora, però, alla luce delle rivelazioni choc su Gmail ha buon gioco a essere difeso dall’ex direttore di Nsa e Cia Michael Hayden. Intanto, dall’Information Technology and Innovation Foundation arriva una stima dettagliata del giro d’affari che le aziende Usa specializzate nei servizi di cloud computing potrebbero perdere a causa della talpa Snowden: 35 miliardi di dollari nei prossimi tre anni.

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