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Datagate ora si muove con Treasure Map

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Scandalo Datagate: sembrava finita, e invece no. A un anno e più dalla clamorosa scoperta delle attività di spionaggio digitale globale realizzate dagli agenti specializzati della National Security Agency e divenute di pubblico dominio grazie alle coraggiose rivelazioni dello 007 pentito Edward Snowden, è di poche ore fa la notizia che i protagonisti della torbida vicenda in questi mesi non sono stati con le mani in mano.
Anzi. Rimasti pressoché impuniti per atti che pure la maggior parte degli ordinamenti giuridici considera forme gravi di reato, la nuova trovata dei tecnici Nsa, rivelata ancora una volta dall’esule Snowden, si chiamerebbe Treasure Map: tecno controllo orwelliano della Rete? Di più. Il meccanismo costruito dall’agenzia di spionaggio centrale americana, infatti, sarebbe, come suggerisce la traduzione italiana della denominazione, una vera e propria mappa telematica in grado di individuare e “agganciare” in pochi secondi qualsiasi device elettronico collegato a Internet. Pc, notebook o tablet non fa differenza, poiché, in tutti i casi, scopo di chi ha fatto e tuttora fa uso dell’infrastruttura è quello di spiare tutti i contenuti che transitano tra gli utenti. Vittima illustre di Treasure Map, in particolare, sarebbe stata Deutsche Telekom, l’ex monopolista telefonico tedesco che, a quanto pare, sarebbe stata per anni alla mercè dei servizi segreti a stelle e strisce.

Non mancano però gli Stati esenti: Uk, Canada, Australia e Nuova Zelanda, cioè i Paesi membri del consorzio FiveEyes, sarebbero immuni dall’azione di spionaggio, forse perché vicini alle politiche di tecno controllo avviate da Washington e, quindi, considerati alleati affidabili su cui non infierire.

E tutti gli altri? Come rispondono i produttori di Ict security alla discriminazione?

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