Data Governance e DSPM per individuare, classificare e controllare i dati sensibili aziendali
Negli ultimi anni la sicurezza informatica ha vissuto una profonda trasformazione. Se in passato l’attenzione era concentrata principalmente sulla protezione delle infrastrutture, oggi il vero patrimonio da difendere è rappresentato dai dati.
Le organizzazioni producono, archiviano e condividono ogni giorno enormi quantità di informazioni distribuite tra file server, cloud storage, applicazioni SaaS, database e piattaforme collaborative. In questo scenario emerge una domanda fondamentale: come proteggere ciò che non si conosce?
La risposta passa da un concetto spesso sottovalutato: la governance del dato.
La sfida: sapere dove si trovano i dati e chi li utilizza
Molte aziende investono in firewall, sistemi EDR, backup e soluzioni di protezione avanzata. Tuttavia, quando viene chiesto quali dati sensibili siano presenti nell’organizzazione, dove siano archiviati o chi possa accedervi, le risposte sono spesso incomplete.
Il problema non è tecnologico, ma di visibilità.
Documenti contenenti dati personali, informazioni finanziarie, proprietà intellettuale o dati strategici possono essere disseminati in repository cloud, cartelle condivise, database o sistemi legacy, spesso senza una classificazione corretta e senza un controllo puntuale degli accessi.
Prima ancora di parlare di protezione, è quindi necessario acquisire consapevolezza.
Data Governance: il primo passo verso la sicurezza
La Data Governance rappresenta l’insieme di processi, regole e strumenti che consentono di gestire il ciclo di vita delle informazioni aziendali.
L’obiettivo è rispondere ad alcune domande essenziali:
- Quali dati possiede l’organizzazione?
- Dove sono archiviati?
- Qual è il loro livello di sensibilità?
- Chi vi accede?
- Sono presenti dati obsoleti, duplicati o non più necessari?
- Esistono esposizioni che potrebbero generare rischi di sicurezza o compliance?
Una governance efficace permette di trasformare il dato da elemento difficile da controllare a risorsa strategica da valorizzare e proteggere.
Perché il DSPM sta diventando fondamentale
Per affrontare queste sfide sta emergendo una nuova categoria di soluzioni: il Data Security Posture Management (DSPM).
L’approccio DSPM consente alle organizzazioni di ottenere una visione continua e aggiornata del proprio patrimonio informativo, individuando automaticamente dati sensibili, criticità e potenziali esposizioni.
Non si tratta solo di proteggere il dato, ma di comprenderne il contesto, il livello di rischio e il grado di esposizione.
Grazie al DSPM, le aziende possono:
- individuare dati sensibili ovunque siano archiviati;
- classificare automaticamente le informazioni;
- identificare permessi eccessivi;
- rilevare dati esposti o non conformi;
- ridurre la superficie di rischio;
- migliorare la compliance normativa.
L’importanza della classificazione dei dati
Uno degli aspetti più critici della governance riguarda la classificazione. Non tutte le informazioni hanno lo stesso valore e richiedono lo stesso livello di protezione. Un sistema efficace deve essere in grado di distinguere tra:
- dati personali;
- dati finanziari;
- informazioni sanitarie;
- documentazione riservata;
- proprietà intellettuale;
- dati strategici aziendali.
La classificazione automatica consente di assegnare priorità corrette alle attività di sicurezza e di applicare controlli coerenti al livello di rischio effettivo.
Compliance e protezione del dato: due facce della stessa medaglia
Le aziende sono inoltre chiamate a confrontarsi con un quadro normativo sempre più articolato. Regolamenti e framework come GDPR, NIS2 e DORA richiedono una maggiore conoscenza del patrimonio informativo e una gestione più rigorosa dei dati sensibili.
Senza una mappatura accurata delle informazioni è difficile dimostrare conformità, identificare le criticità o intervenire tempestivamente in caso di incidente. La governance del dato diventa quindi non solo una necessità operativa, ma anche un requisito fondamentale per la compliance.
Il contributo di Arexdata
In questo contesto si inserisce Arexdata, piattaforma specializzata nell’approccio DSPM che aiuta le organizzazioni a individuare, classificare e controllare i dati sensibili distribuiti all’interno dell’ecosistema aziendale.
Attraverso attività di discovery automatica, classificazione avanzata e analisi dei rischi, Arexdata consente di ottenere una visione chiara e centralizzata delle informazioni critiche, supportando i team IT, Security e Compliance nelle attività di protezione e governance.
L’obiettivo non è semplicemente trovare i dati, ma comprenderne il contesto e il livello di esposizione per poter intervenire in modo mirato.




