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DLP senza Data Discovery: perché la protezione dei dati parte dalla conoscenza 

Le organizzazioni producono, condividono e archiviano quantità sempre maggiori di informazioni. Eppure, quando si parla di protezione dei dati, molte aziende continuano ad affrontare il problema partendo dagli strumenti anziché dalla conoscenza del proprio patrimonio informativo. 

È il motivo per cui numerosi progetti di Data Loss Prevention (DLP), pur basandosi su tecnologie mature ed efficaci, non riescono a raggiungere i risultati attesi. Non perché le piattaforme DLP siano inadeguate, ma perché spesso vengono implementate senza una chiara visibilità sui dati che dovrebbero proteggere. 

La domanda da porsi è semplice: come si può proteggere qualcosa che non si conosce? 

Il limite dei progetti DLP tradizionali 

Le soluzioni DLP rappresentano uno strumento fondamentale per prevenire la perdita, la divulgazione non autorizzata o l’utilizzo improprio delle informazioni sensibili. Tuttavia, la loro efficacia dipende dalla capacità di identificare correttamente ciò che deve essere protetto. 

Nella pratica, molte organizzazioni si trovano a gestire scenari caratterizzati da: 

  • dati distribuiti tra repository on-premise e cloud; 
  • archivi cresciuti senza governo nel corso degli anni;
  • informazioni duplicate o obsolete; 
  • permessi di accesso non più coerenti con i ruoli aziendali; 
  • assenza di una classificazione strutturata dei dati. 

In queste condizioni, una piattaforma DLP rischia di generare un elevato numero di falsi positivi, aumentando il carico operativo dei team IT e riducendo il valore complessivo dell’investimento. 

Prima di definire regole di protezione e politiche di controllo è necessario sapere con precisione dove si trovano i dati sensibili, chi può accedervi e quali rappresentano un rischio per l’organizzazione. 

Dalla protezione alla conoscenza del dato 

Negli ultimi anni il mercato della sicurezza ha iniziato a spostare l’attenzione dall’approccio puramente reattivo verso modelli incentrati sulla visibilità e sulla governance del dato. 

In questo contesto stanno assumendo un ruolo sempre più importante tecnologie e metodologie come: 

Data Discovery 

Consente di individuare automaticamente le informazioni sensibili presenti all’interno dell’organizzazione, indipendentemente dalla loro posizione. 

File server, repository documentali, NAS, piattaforme collaborative, cloud storage e ambienti Microsoft 365 sono solo alcuni dei luoghi in cui informazioni critiche possono essere archiviate e condivise. 

Data Classification 

Una volta individuati i dati, è necessario comprenderne il valore e il livello di criticità. 

La classificazione consente di attribuire alle informazioni una categoria coerente con la loro rilevanza operativa, strategica o normativa, facilitando l’applicazione di controlli e politiche di protezione adeguate. 

Data Security Posture Management (DSPM) 

Il DSPM introduce un approccio moderno alla data security, focalizzato sull’analisi continua della postura di sicurezza dei dati. 

Non si limita a individuare le informazioni sensibili, ma permette di rilevare: 

  • accessi eccessivi; 
  • esposizioni non autorizzate;
  • repository mal configurati; 
  • anomalie nei permessi; 
  • superfici di rischio nascoste. 

L’obiettivo è ridurre il rischio prima ancora che si verifichi un incidente. 

Il ruolo di Arexdata nella protezione del patrimonio informativo 

Per affrontare queste sfide, aziende e partner tecnologici stanno adottando piattaforme specializzate come Arexdata, progettata per aiutare le organizzazioni a ottenere piena consapevolezza dei propri dati. 

Attraverso funzionalità di Data Discovery, Data Classification e DSPM, la piattaforma consente di: 

  • identificare automaticamente i dati sensibili presenti in ambienti on-premise e cloud;
  • classificare le informazioni in base al livello di criticità; 
  • individuare dati ridondanti, obsoleti o non correttamente gestiti; 
  • rilevare esposizioni e configurazioni potenzialmente rischiose; 
  • supportare la definizione di strategie di sicurezza basate sul rischio reale. 

Questo approccio permette di costruire fondamenta solide per qualsiasi iniziativa di Data Loss Prevention, migliorando l’efficacia degli strumenti di protezione e riducendo la complessità operativa. 

Un tema sempre più strategico per GDPR e NIS2 

La crescente attenzione verso la protezione dei dati non è soltanto una questione tecnologica. 

Normative come il GDPR e la Direttiva NIS2 richiedono alle organizzazioni di adottare misure adeguate per la protezione delle informazioni e la gestione del rischio cyber. 

In questo scenario, conoscere il proprio patrimonio informativo diventa un prerequisito essenziale. 

Senza una visione chiara di dove si trovano i dati critici e di come vengono utilizzati, diventa difficile dimostrare un’effettiva governance delle informazioni e implementare processi di sicurezza coerenti con le richieste normative. 

Un’opportunità per partner e system integrator 

Per reseller, system integrator e consulenti cybersecurity, l’evoluzione verso modelli di Data Security basati sulla conoscenza del dato rappresenta anche una significativa opportunità di business. 

Le aziende stanno infatti cercando supporto non solo per implementare strumenti di protezione, ma per comprendere e governare il proprio patrimonio informativo. 

Integrare servizi di Data Discovery, classificazione dei dati e DSPM consente ai partner di ampliare la propria offerta consulenziale e di costruire percorsi di sicurezza più efficaci e duraturi. 

Perché oggi la vera domanda non è come proteggere i dati. 

La vera domanda è sapere dove si trovano. 

Perché non puoi proteggere ciò che non conosci. 

Partecipa al webinar: 
📅 1 ottobre 2026 – ore 11:00

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