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Piccole aziende, grandi problemi!

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Canale Sicurezza - iBoss Bludis

Ogni volta che un’azienda subisce una violazione dei dati la sua reputazione subisce un duro colpo. Se sei una grande azienda, paradossalmente, l’impatto è minore. Invece nel caso di piccole aziende che fanno affari con grandi partner l’impatto potrebbe essere peggiore. Un gigante delle vendite, a seguito di un attacco che nel 2013 aveva compromesso i dati di 110 milioni di clienti, ha visto calare di molto i suoi affari. Nemmeno un anno dopo, i suoi affari si sono ripresi con un trend superiore a quello precedente all’attacco. A marzo del 2015, un articolo sulla rivista “Fortune” ha rivelato che le violazioni alle grandi aziende costano “scandalosamente poco”. Secondo uno studio condotto da Benjamin Dean, un ricercatore della  Columbia University’s School of International and Public Affairs, la spesa legata alle violazioni a seguito di un importante attacco informatico costa a Sony, Target e Home Depot è inferiore all1% del fatturato annuo di ciascuna azienda. Anche se lo studio ha valorizzato la perdita economica delle aziende esiste comunque una correlazione tra questi eventi e la reputazione delle stesse. Se i clienti abbandonano l’azienda subito dopo la violazione di sicuro l’impatto non è così ininfluente.

Le dimensioni contano

Mentre le aziende molto grandi e onnipresenti sembrano relativamente impermeabili ai danni a lungo termine, diverso è il caso per le piccole imprese. In un recente studio, KPMG ha rilevato come l’86 per cento dei partner toglierebbe dalla propria lista fornitori un’azienda che ha subito un attacco informatico. È un dato importante dato che i cyber criminali negli ultimi anni prendono di mira le piccole aziende per poter accedere tramite loro a quelle più grandi ai quali sono collegate. La cosa allarmante è che solo il 29% delle piccole e medie imprese utilizza solo strumenti di protezione di base con un calo notevole rispetto al 39% dell’anno precedente. Anche la sicurezza web ha subito un calo importante. Questo dimostra come le PMI sono molto deboli rispetto agli attacchi informatici sempre più sofisticati e serrati, mettendo a rischio loro stesse e i partner con cui collaborano.

A chi importa?

Le aziende non sono le uniche a prendere atto e considerare gli attacchi informatici. Anche i consumatori spesso rivedono le loro modalità di acquisto nei confronti di quelle aziende che hanno subito una violazione di dati. Un recente studio condotto in Europa e Stati Uniti mette in evidenza che il 78% dei consumatori ha una percezione diversa di un brand a seguito di un cyber attack, per il 29% la percezione diventa assolutamente negativa e il 53% sicuramente non avrà più contatti in futuro con quella realtà. Una grande azienda “forse” riesce a risollevarsi con più facilità e velocità ma, una piccola impresa, potrebbe avere seri problemi a rimanere sul mercato!

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