Anonymous, attacco alle reti governative

Cittadini, siamo lieti di annunciarvi, per il diritto della democrazia e della dignità dei popoli, che siamo in possesso di una lista di dati personali relativi al ministero dell’Interno, al ministero della Difesa, alla Marina Militare nonché di Palazzo Chigi e Parlamento Europeo”.

È l’annuncio choc diramato da Anonymous che, dopo aver facilmente violato le misure di sicurezza dei server governativi, ha deciso di pubblicare in Rete una grande quantità di dati attinenti le informazioni personali di diversi quadri impiegati presso i principali ministeri. C’è di tutto: ministri, parlamentari, poliziotti, militari. Addirittura, sono state rese disponibili le frequenze telefoniche utilizzate dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni durante i viaggi all’estero, e anche i piani logistici preparati dalla Digos per fronteggiare le manifestazioni di piazza.

In effetti, la rivendicazione di Anonymous, che peraltro gli esperti qualche tempo fa ritenevano debellata, più che di attacco informatico sa di protesta politica.

Nel comunicato diffuso dall’organizzazione si legge infatti: “Governo, corruttore di democrazia, la rivoluzione passa anche qui, inarrestabile, il cui ideale conosce ora i vostri nomi, i vostri contatti telefonici, le vostre residenze. Possediamo anche fotocopie dei vostri documenti personali, di quelli dei vostri parenti ed amici, contratti di lavoro, contratti d’affitto, buste paghe e molto altro”.

L’obiettivo dei pirati informatici è chiaro: usare la Rete per garantire la trasparenza di chi tende ad agire nell’oscurità. Basterà a fare luce?

 

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